Letture

24 settembre 2020

Vi dichiaro marito e morte

  In un’epoca in cui l’apparire ad ogni costo e il mostrarsi anche per quello che non si è sembrano spesso avere la meglio su ogni sincero richiamo all’autenticità e alla credibilità, negli intenti come nei gesti, nel pubblico come nella sfera privata, Vi dichiaro marito e morte di Simone Consorti, raccolta di racconti edita da Edizioni Ensemble, si propone come l’invito più prezioso al recupero, oggi più che mai inderogabile, di sani principi e di valori autentici, alla riscoperta di una dimensione vera, quella che effettivamente ci appartiene, un invito ben riassunto nelle parole di don Gallo poste in epigrafe (“Non mi interessa chiedervi se siete o non siete credenti, vi chiedo però se siete credibili“) che non si sbaglierebbe a prendere per guida, come punto di riferimento, di tutto il libro.

Leggi tutta la recensione.


7 settembre 2020

Le inenarrabili tribolazioni della poesia in tempi di barbarie. Fiori raccolti in Italia e in Europa

  Composta come un antico florilegio, in cui i versi migliori, quelli “scelti” e più rappresentativi di un poeta venivano raccolti per proporne il meglio al lettore, illustrandone con l’occasione anche i percorsi tematici prediletti, Le inenarrabili tribolazioni della poesia in tempi di barbarie. Fiori raccolti in Italia e in Europa di Lodovica San Guedoro è un’opera molto articolata che, con un intento nobile e toni appassionati, raccoglie i fiori delle tribolazioni di tre autori: Carlo Maria Steiner, Johann Lerchenwald e Lodovica San Guedoro, offrendoci uno spaccato estremamente accurato della vita, e dei dolori, dello scrittore contemporaneo.

Leggi tutta la recensione.


18 agosto 2020

Toscana. L’atelier della bestemmia

  Primo volume di Dispacci italiani, collana curata dal giornalista e scrittore Davide Grittani, e primo tassello di una serie di reportages narrativi editi dall’editore Les Flaneurs, Toscana. L’atelier della bestemmia è una raccolta di sette racconti di sette scrittori, toscani di nascita o d’adozione, che intende parlarci di questa terra meravigliosa da una prospettiva inusuale, o meglio non convenzionale, lontana cioè dai tracciati già percorsi dalle precedenti proposte editoriali, per esempio nelle guide redatte ad uso e consumo dei turisti frettolosi o in qualsivoglia monografia dal taglio erudito e di difficile lettura.

Leggi tutta la recensione.


9 agosto 2020

L’imitazion del vero

  Congedata l’esperienza del Pantarèi, la brillante macchina narrativa con cui aveva ripercorso buona parte della storia del romanzo del Novecento, e desideroso di sperimentare altro, di rimettersi in gioco ma anche di continuare a interrogarsi sullo statuto di questa forma letteraria e sulle possibilità offerte dalle altre forme della tradizione, Ezio Sinigaglia nel 1989 portò a termine, dopo un anno di lavoro, L’imitazion del vero, oggi lodevolmente proposto da Terrarossa Edizioni (già artefice della riscoperta del Pantarèi), una novella che tra invenzioni mirabolanti, astuti inganni e ribaltamenti di ruoli inaspettati, ci racconta senza nulla nascondere e senza ipocrisia alcuna la vicenda di un amore omoerotico, declinato di volta in volta con gli accenti più vari (dall’avido, impetuoso, ardore iniziale a una dolce, sincera tenerezza quasi filiale), toccando magistralmente tutte le corde dell’animo dei personaggi.

Leggi tutta la recensione.


27 luglio 2020

Vorrei che tu fossi qui. Wish you were here

  Quanti di noi potrebbero dire, in tutta onestà, di non conoscere Wish you were here, il noto pezzo dei Pink Floyd del 1975 presente nell’omonimo album, di non averne mai canticchiato la celebre introduzione, con quel motivo ipnotico che sembra entrarti nella testa e non volerne più uscire, e sulla cui origine misteriosa verità e leggenda si mescolano, si confondono, di cui si dice addirittura che sia stata attinta da un altro mondo, nel passato o in un’altra dimensione?

Sergej Roic, scrittore di cui abbiamo apprezzato il recente Solaris. Parte seconda edito da Mimesis qualche mese fa, ne ha fatto addirittura il leit motiv per un viaggio straordinario nel corso del tempo (Sergej Roić, Vorrei che tu fossi qui. Wish you were here, Mimesis Edizioni, 2017, pp. 389), un motivo con cui accompagnare l’intera evoluzione dell’uomo, in pratica un archetipo culturale, “la melodia per eccellenza”, quella suonata all’alba dei tempi dall’artista albino su un flauto d’osso e riaffiorata più volte nel corso di migliaia d’anni, per incarnarsi con un’ultima, rivelatrice epifania nel brano della famosa band inglese e nella mente dei protagonisti del libro, grazie alla memoria collettiva condivisa da cui attingono.

Leggi tutta la recensione.


19 luglio 2020

Siamo ancora qui. Il passato e il presente dei nativi americani

  Tra gli interessanti titoli della esordiente Dots Edizioni, questo “Siamo ancora qui. Il passato e il presente dei nativi americani” di Danielle SeeWalker (con gli approfondimenti di Lorena Carbonara e le foto di Carlotta Cardana) ci propone un agile, significativo reportage di viaggio condotto dall’autrice presso le popolazioni native del Canada e degli Stati Uniti d’America. Il testo, come ci dice la stessa Carbonara nella Prefazione, prende avvio dalla ferma convinzione che non ci si possa più permettere “di non raccontare la storia della depredazione delle culture native e le storie di chi ha dovuto subire una politica governativa forgiata sull’assunto: «Kill the Indian, save the man», uccidi l’indiano, salva l’uomo” (il motto, dal sapore vagamente filantropico, si basava sull’intenzione di estirpare ciò che di selvaggio vi era nei giovani nativi con un programma di scolarizzazione forzata che ne favorisse il lavaggio del cervello e l’integrazione nella “civiltà” bianca) e dalla volontà, altrettanto risoluta, di illustrare i diversi tentativi di genocidio culturale perpetrati a loro danno, nonché le torture a loro inflitte attraverso gli strumenti di una colonizzazione perseguita con accanimento e che ha avuto come bersaglio le loro lingue, i loro usi e costumi, e ovviamente le loro terre.

Leggi tutta la recensione.


16 luglio 2020

Falliti. Storie di ordinaria quotidianità

  I sei racconti di Falliti. Storie di ordinaria quotidianità, breve silloge di Vito Maselli edita da Les Flaneurs, ci propongono una originale e variegata scelta di casi i cui protagonisti sono personaggi che, giunti a un certo punto del cammino, in un momento particolare della propria vita, ne vengono improvvisamente travolti, e si fermano, si arrendono, sopraffatti da un senso di vuoto e di inutilità che li spinge a interrogarsi sul proprio ruolo e sul proprio destino, senza mai trovar rifugio però in un porto sicuro.

Sono degli uomini e delle donne cosi calati nei ruoli a loro assegnati da non essere in grado di rimettersi in gioco diversamente, di trovare un percorso alternativo, e che dinanzi a un dettaglio, a un incontro oppure a una scoperta o a un qualcosa di insolito che cambia il corso delle cose, vanno a fondo irrimediabilmente.

Leggi tutta la recensione.


13 luglio 2020

Requiem di Arlecchino

  Requiem di Arlecchino (Felix Krull Editore, 2007, pp. 288) è un lucido quanto amaro reportage diaristico delle avventure/disavventure della scrittrice Lodovica San Guedoro che, partita da Monaco animata da nobili intenzioni, giunge a Roma nell’autunno del 2005 alla ricerca di registi disponibili a mettere in scena i suoi testi teatrali, ritrovandosi però travolta, molto presto, da una serie innumerevole di situazioni, di cui alcune paradossali, che la prostrano, la abbattono, che la inducono a prendere atto che tentar di farsi strada nel mondo del teatro italiano significa innanzitutto mettere a repentaglio serenità e salute, nonché doversi munire di una pazienza infinita, messa alla prova costantemente da attese interminabili e telefonate estenuanti, rincorse infruttuose, lunghe “azioni” diplomatiche intraprese per trovare ascolto, richieste di intercessione che si rivelano vane, ma significa soprattutto combattere contro “l’ottuso potere dei vecchi“, una gerontocrazia avida e prepotente il cui unico scopo nel lavoro sembra essere quello di preservare se stessa e i propri privilegi, di dispensare favori agli accoliti e ai protetti e tener buono il proprio entourage, a scapito di ogni novità, di ogni espressione di bravura e di talento, cioè del teatro stesso di cui si proclamano gli alfieri, e questo perché, detto in soldoni, “nel teatro so’ tutte lobby“, come sintetizza efficacemente l’affabile proprietario di un ristorante romano.

Leggi tutta la recensione.


12 giugno 2020

Gli altri fanno volume

  Preceduto dalla frase di Ennio Flaiano “I giorni indimenticabili nella vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.“, presa in prestito da Autobiografia del blu di Prussia e posta in esergo, questo agile, fulgido romanzo di Angelo Calvisi edito dalla giovane e intraprendente Pièdimosca Edizioni (Gli altri fanno volume, appunto) si presenta da subito con una soluzione narrativa che spiazza e incuriosisce il lettore: quella di parlare della vita di Paolo, il protagonista della vicenda, scegliendo solo sei giorni in tutto, sei giorni molto significativi, vuoi perché ritenuti esemplari, di un’età o di una condizione, o perché si rivelano dei momenti cruciali, delle tappe fondamentali, per cogliere l’essenza di un percorso.

Leggi tutta la recensione.


1 giugno 2020

Dispari

  Animato dal nobile intento di mostrare il valore di coloro che a volte si sentono inadeguati a un contesto o a uno schema precostituito, cosa che in via del tutto pregiudizievole fa di loro dei “diversi” perché non omologabili, Dispari, romanzo saggio di Josè Stancarone edito in questi giorni da Les Flaneurs Edizioni, si affida alla voce di un eccentrico professore e a quella della sua giovane allieva per condurci nel mezzo di un piacevolissimo dialogo in cui i due riflettono e si interrogano sulla complessità della percezione umana, sull’ispirazione e sull’intuito, sulla componente creativa della nostra mente, attraverso due racconti, due casi di artisti apparentemente lontani ma molto vicini quando mettono in luce una personalità atipica, non allineata, dispari, appunto, rispetto ai canoni veri o presunti della “normalità”.

Leggi tutta la recensione.


21 maggio 2020

Frammenti di un precario

  Frammenti di un precario è una preziosa silloge di Giuseppe Di Matteo edita da Les Flâneurs che con vere e proprie istantanee, schegge o lampi folgoranti, si propone di “fotografare una realtà precaria a colpi di versi” e di dare voce al disagio, alla rabbia, alla disperazione di un’intera generazione, quella dei trenta/quarantenni, una generazione oggi più che mai in bilico e senza appigli, ferita e disillusa, a cui persino i sogni sono stati preclusi e a cui sembra che non resti, come ricorda l’autore, che scegliere tra vendetta o umiliazione, ribellione o rassegnazione. (“Ci avete illusi/ e poi appesi ad asciugare/ in un fazzoletto di sole./ Bella senz’anima/ la mia generazione.“)

Leggi tutta la recensione.


7 maggio 2020

Il tempo di un soffio

  Con le intense e commoventi pagine del suo nuovo libro (Il tempo di un soffio, Les Flâneurs Editore, 2019), pagine che potrebbero benissimo appartenere a una favola a lieto fine ma anche a una parabola edificante, di quelle che hanno tanto da insegnarci sulla vita e sugli uomini, Donato Di Capua ci trascina nel mezzo di un romanzo di formazione dai toni profondi e appassionati, in cui ad avere la meglio – cosa non scontata viste le premesse – sono i grandi valori che nessuno dovrebbe mai perdere di vista: la fratellanza, l’amore, l’umiltà, la solidarietà, l’amicizia.

Leggi tutta la recensione.


30 aprile 2020

Solaris parte seconda

  A quasi sessant’anni dalla sua pubblicazione (1961) sembra proprio che Solaris, romanzo cult di Stanislaw Lem e punto di riferimento imprescindibile della fantascienza odierna (o meglio della fantafilosofia, o della metafantascienza, come propongono alcuni), goda ancora di ottima salute nonché di attenzione ed interesse imperituri, dovuti di certo alle due famose trasposizioni cinematografiche che ne hanno amplificato la notorietà ma anche, e soprattutto, al fascino dei tanti, numerosi interrogativi in esso posti dall’autore e con i quali in molti si confrontano tuttora.

Leggi tutta la recensione.


22 aprile 2020

Progetto R.

  Giugno 2013. Un evento drammatico e all’apparenza incomprensibile sembra accomunare la vita di due uomini che non si conoscono ma che si ritroveranno ben presto complici: da un lato Mario Berni, ex vice redattore di una rivista mensile, che dopo la tragedia che l’ha colpito ha deciso di scappare via da tutto, di cambiare vita, mestiere e città, pur di non abitare negli stessi luoghi che possono riportarlo indietro con la memoria e pur di sottrarsi alla notorietà improvvisa che, suo malgrado, l’ha investito (“Aveva impiegato molto tempo per far perdere le sue tracce. L’uomo dai capelli corti e ordinati, miope e fuori forma che viveva a Milano, si era fatto crescere i capelli, era ricorso a un intervento chirurgico agli occhi e praticava molta attività fisica e si era trasformato in una specie di cavernicolo di montagna.“); e dall’altro Carlo Tebaldi, un avvocato romano, anch’egli divenuto celebre per quanto gli è accaduto, che invece non demorde, non si rassegna ad accettare una fin troppo facile spiegazione, e che decide di impegnarsi a fondo, assoldando un detective e un giovane hacker, per indagare su quella faccenda che gli è parsa da subito poco chiara sotto ogni punto di vista e per far luce su una inaspettata similarità con un altro episodio di cui è a conoscenza che potrebbe rivelarsi decisiva per colmare il bisogno smodato di risposte che lo morde incessantemente.

Leggi tutta la recensione.


14 aprile 2020

Agonia

  Sono davvero tanti i pregi di questo breve romanzo di Lodovica San Guedoro, Agonia. Lo strano incidente che capitò a Giulia Berri-Orff in quel tempo lontano, scritto tra il 2003 e il 2004 e proposto di recente dall’editore monacense Felix Krull, un testo che per temi e toni suggeriti può essere inteso come il prequel dei due lavori sentimentali dell’autrice, “Pastor che a notte ombrosa nel bosco di perdé…” e “Amor che torni…“, che sono di fatto un’opera sola.

Innanzitutto, una materia a veder bene non semplice da narrare perché priva di aspetti diegetici e composta essenzialmente di ricordi, di visioni, di momenti esemplari di un particolare stato d’animo, e che culmina con l’evocazione di un mancato incontro tra due esseri che si son cercati tempo addietro ma la cui unione non è giunta a compimento, viene qui riportata con una maestria unica ed ineguagliabile, mettendo in campo una vera voce autoriale, che incanta e irretisce il lettore aggiogandolo di volta in volta con atmosfere sospese e rarefatte, fuggevoli ed enigmatiche, di grande bellezza. E poi c’è la lingua, così limpida e alta, di una compostezza formale inusuale, degna di un classico, che ci consegna alla fine tra le mani un frammento lirico dal valore e dall’incanto straordinari.

Leggi tutta la recensione.


8 aprile 2020

Patrie: vecchi razzismi e nuove xenofobie

  È da poco disponibile in libreria, impreziosito da una veste grafica davvero accattivante, un piccolo gioiello della Marotta&Cafiero, intraprendente e coraggioso editore di Scampia, proposto con il titolo di Patrie: vecchi razzismi e nuove xenofobie: una raccolta di sei saggi di Günter Grass scritti tra il 1996 e il 2003 in cui lo scrittore tedesco, spettatore attento e critico severo delle vicende politiche nazionali ed internazionali di quegli anni, si scaglia senza mezze misure contro il sistema economico-militare che ha condotto alla guerra in Iraq, che ha fomentato le divisioni e le pulizie etniche nei Balcani, e che spesso ha chiuso gli occhi, colpevolmente, dinanzi ai nuovi razzismi e agli atti persecutori nei confronti delle minoranze etniche e culturali in Germania. Lo scrittore in queste pagine non indulge nei giudizi, ma si schiera apertamente e dice la sua senza problemi, ben cosciente di come non ci sia peccato maggiore che il non prendere parte, il non schierarsi, e che pace e uguaglianza sono in realtà parole vuote se vien meno l’impegno quotidiano per dare loro concretezza.

Leggi tutta la recensione.


6 aprile 2020

L’isola di Brendano

  Primo titolo della collana Opere di Carlo Sgorlon. Inediti, saggi e studi con la quale Mimesis si propone di offrire ai lettori la pubblicazione di tutti gli inediti dello scrittore friulano scomparso poco più di un decennio fa, L’isola di Brendano è un romanzo dalla inconfondibile vena esemplare e dai forti elementi simbolici, che ci parla di un ritorno, di un nostos in piena regola.

Protagonista della vicenda è infatti un architetto di origini irlandesi, Brendano Mac Finnegan, che lascia Baltimora, sua patria d’adozione, per stabilirsi in una piccola cittadina del Friuli dove ha trascorso l’infanzia e presso la quale ha accettato di eseguire i lavori di ristrutturazione e di rinforzo degli edifici pericolanti colpiti da un recente terremoto.

Leggi tutta la recensione.


31 marzo 2020

La verità dei topi

  La verità dei topi di Massimiliano Nuzzolo, edito da Les Flâneurs Edizioni, è un romanzo davvero allegro, ironico, che ama giocare molto con i generi narrativi e condurci con leggerezza in storie assurde e rocambolesche.

È infatti un libro che fa dell’ibridazione il suo punto di forza, una sorta di piccolo pastiche, che inizia o dà l’idea di iniziare come un thriller di fantapolitica (“Mr. Kospic, quante volte le abbiamo detto di non mettersi in contatto col nemico? (…) Nel suo cappotto abbiamo trovato il microfilm.“) ma che vira presto su atmosfere e toni da realismo puro (“Aveva conosciuto da subito la fame e la strada e, ben presto, aveva dovuto ingegnarsi a trovare un modo per sbarcare il lunario.“) e che prosegue con i tratti tipici di un bildungsroman, sebbene non canonico per i termini in cui ci viene proposto (“Passarono gli anni ed Henry beneficiando delle sue facoltà e della benevolenza delle fanciulle impiegate nelle case di sua proprietà non ebbe mai a soffrire della mancanza di una donna“), con avventure e colpi di scena che possono da un momento all’altro premiare un povero e farne un ricco, e che converge, a un certo punto, in una classica narrazione fiabesca i cui personaggi si perdono nei boschi (“Al mattino il canto degli uccelli lo svegliò di buon umore. Il sole filtrava attraverso i rami alti del bosco e disegnava piccole figure di luce tutt’intorno.“) e fanno strani incontri (“E il topo sorridendo rispose: “Tu mi stai simpatico. So che a Caracas catturavi i miei parenti..“), con la possibilità addirittura di finire in altri romanzi (“Poi il giovane continuò: “Scusate, non mi sono nemmeno presentato. Piacere, Grenouille, garzone profumiere in viaggio da Parigi”).

Leggi tutta la recensione.


20 marzo 2020

Non c’è, e non deve esserci

  Vincitrice dell’European Union Prize for Literature ed edita in Italia da Mimesis nella preziosa collana eLit, Non c’è, e non deve esserci di Edina Szvoren è una breve ma intensa raccolta di racconti che ci presenta una Ungheria intima, familiare, osservata dall’interno delle mura di casa, raccontata attraverso le storie di alcuni personaggi colti a più riprese nell’arco della loro vita, dall’infanzia all’età adulta, il cui destino è quello di incontrarsi, sempre però nel raggio ristretto della quotidianità di una vita ordinaria.

In molti casi i racconti sembrano proporre uno sguardo dal basso, e quindi innocente, ingenuo, a volte sbalordito, sulle cose, poiché le voci narranti sono per lo più di bambini che guardano, si interrogano, si stupiscono della mancata corripondenza degli adulti che li circondano, che sono eternamente impegnati a fare altro, e i cui silenzi, i cui gesti, le risposte non date, non fanno che generare nell’animo dei figli domande ulteriori, dei dubbi che restano tali e che non vengono mai sciolti, originando così una sensazione di generale incomprensibilità.

Leggi tutta la recensione.


18 marzo 2020

Odio senza fine

  Berlino, notte del 30 gennaio 1933. Forse non è un caso che la prima immagine con cui si apre il romanzo sia quella di una camera da letto avvolta dal gelo in cui Annelore, personaggio chiave e filo conduttore della vicenda, tenta strenuamente di riscaldarsi sotto le coperte, senza riuscirci, un’immagine che non è solo lo specchio immediato della profonda solitudine in cui versa la donna e del senso di angoscia dilagante che ne pervade l’esistenza, come di quello delle persone che la circondano, ma che è anche la perfetta metafora della condizione di un intero paese, che ben rende, cioè, assieme agli incubi che la tormentano e l’assillano, in cui ricorrono il volto deformato di Göering e le violenze urbane perpetrate dalle SA, l’idea inconfondibile di una fine.

È la notte che precede di qualche ora la salita al potere del Nazismo. Di lì a poco, alle 12.40, Adolf Hitler verrà ricevuto dal Presidente della Repubblica von Hindenburg che gli affiderà la Germania, paese che guiderà in pochi anni al disastro, nel baratro più oscuro, mettendo a ferro e fuoco l’Europa e uccidendo milioni di persone.

Leggi tutta la recensione.


9 marzo 2020

H. Come Hitler vedeva i suoi tedeschi

  Preceduto da un’acuta prefazione di Franco Cardini che pone l’accento sull’approccio del tutto nuovo che ci viene proposto, che mira ad offrirci l’immagine inusuale di un Hitler “umanamente comprensibile” e vero (che non vuol dire che vada assolto e perdonato per ciò che ha fatto ma che la forma narrativa può forse renderlo meglio decifrabile), questo breve romanzo di Johann Lerchenwald (J. Lerchenwald, H. Come Hitler vedeva i suoi tedeschi, pp. 245, Editoriale Jouvence, 2020) infrange a veder bene più di un tabù: innanzitutto quello della figura dell’invincibile condottiero promossa dalla propaganda di regime e dallo stesso dittatore, che nelle pagine lascia il posto invece a un uomo fragile, timido, spesso abulico e contraddittorio, con la testa piena di idee confuse, che gioisce, per esempio, per essere riuscito a farsi dichiarare inabile alla leva austriaca e che poco dopo corre ad arruolarsi volontario in Germania pur di dare un senso ai propri giorni.

Leggi tutta la recensione.


28 febbraio 2020

Scrittore contro. L’opera di Leonardo Sciascia

  Fu lo stesso Sciascia a dichiarare in un’intervista a L’Espresso del 1983: “Se qualcuno mi corre dietro chiamandomi intellettuale, non mi volto nemmeno“, come a voler sottolineare, probabilmente, l’intenzione di sfuggire a un’etichetta precostituita, ad un incasellamento troppo semplice e fuorviante, che poco si prestava a rendere l’idea di un “libero letterato, dissidente e disobbediente“, sempre lucido nel mettere in chiaro i meccanismi del potere e della malavita e i contrasti del suo tempo.

Leggi tutta la recensione.


18 febbraio 2020

Santi, poeti e commissari tecnici

  Se davvero volessimo provare a guardare il calcio con occhi diversi, imparare a sorriderne e a non prendere troppo sul serio questo sport che assurge molto spesso, nel nostro Paese, a condizione di credo religioso o ad unica ragion di vita, probabilmente a causa di un’allucinazione collettiva, allora i racconti di Angelo Orlando Meloni potrebbero fare al caso nostro.

Santi, poeti e commissari tecnici (Angelo Orlando Meloni, Santi, poeti e commissari tecnici, Miraggi Editore, 2019, pp. 192), infatti, è un’agile, allegra raccolta che con uno sguardo ironico, leggero, ci parla di questo mondo variegato e di tutto l’universo che vi ruota attorno: dall’accesa rivalità tra tifosi che odiano per partito preso a chi vive solo di derby e di calciomercato, ai campioni veri o presunti, alle attese spasmodiche e alle notti insonni di coloro che ogni estate sognano la vittoria del campionato e s’illudono puntualmente di ottenerla, alla commistione di sacro e profano in cui il sacro è sempre a disposizione per proprio uso e consumo, fino ai tristi episodi in cui a far notizia e a finire sulle pagine dei giornali sono i genitori dei piccoli calciatori che si distinguono in “imprese” tutt’altro che esemplari e che, a quanto pare, poco o nulla hanno da insegnare ai propri figli circa i principi dello sport o il rispetto dell’avversario.

Leggi tutta la recensione.


10 febbraio 2020

Giro di vita

  Diviso in due parti, ognuna coincidente con un periodo della vita del protagonista (che dopo alcuni episodi turbolenti si allontana da Bari e che in seguito decide di farvi ritorno da uomo maturo), questo primo, agile romanzo di Alessio Rega (Giro di vita, Les Flaneurs Editore, 2019, pp. 181) ci racconta con una lingua nitida e piana le vicende del giovane Gabriele, partendo dagli anni della sua prima adolescenza, dall’età cioè in cui tanta importanza hanno gli amici e le prime passioni, le uscite e le prime cocenti delusioni, gli amori che vorresti che durassero in eterno e la musica, la squadra del cuore, ma anche le incertezze e i dubbi, finanche il dolore dovuto al matrimonio finito dei suoi genitori, che lo ha segnato nel profondo e che lo affligge, per lo meno fino all’arrivo improvviso di Chiara, una ragazza che sembra offrirgli un appiglio e un barlume di comprensione, tanto da assurgere presto a ruolo di personaggio chiave del libro e di cui l’io narrante arriverà a dire: “Le nostre vite erano talmente intrecciate da essere in grado di scorrere all’unisono su binari paralleli“, e più oltre: “Lei occupava tutto lo spazio nella mia testa, scacciando quasi con violenza quello che non aveva niente a che fare con noi. Vivevamo in una dimensione che apparteneva solo a noi, in cui ci sentivamo a nostro agio senza la minima interferenza esterna.

Leggi tutta la recensione.

 


5 febbraio 2020

Il Carme di Ildebrando. Un padre, un figlio, un duello

 Primo libro della nuova collana Testi del Medioevo Germanico della Meltemi Editore, questo brillante saggio di Alessandro Zironi dal titolo Il carme di Ildebrando. Un padre, un figlio, un duello (Meltemi Editore, 2019, pp. 176) ci propone un’analisi estremamente chiara ed approfondita di una delle opere “più intriganti, ma allo stesso tempo inafferrabili” fra quelle che la storia, benevolmente, ci ha permesso di ricevere dal passato germanico: è il più antico componimento eroico della tradizione letteraria tedesca, un testo di appena 68 versi, giuntoci privo di titolo (è la critica tedesca ad averlo chiamato Hildebrand(s)lied), che per ragioni stilistiche può essere definito una canzone e per la tragicità e la solennità che lo caratterizzano un carme, il cui unico testimone a noi pervenuto venne copiato in un manoscritto dell’abbazia di Fulda, in Germania, attorno agli anni trenta del IX secolo.

Leggi tutta la recensione.


3 febbraio 2020

Amori elusivi

  Con un tono di volta in volta grottesco, surreale, fantasioso, questa nuova raccolta di Fabio Zuffanti dal titolo Amori elusivi (Fabio Zuffanti, Amori elusivi, Les Flâneurs Editore, 2019, pp. 122) ci regala un’incredibile girandola di storie, di episodi, di frammenti di vita con relativa galleria di personaggi, che ruota attorno ad unico grande tema, all’amore vissuto o immaginato ma sempre eluso. Si tratta di pezzi molto brevi, alcuni brevissimi, proposti con una scrittura limpida, lineare, non affatto pesante, che trova la giusta misura del racconto nell’arco di tre, quattro pagine al massimo, e nei quali l’intento principale pare essere non tanto quello di tratteggiare caratteri o di stigmatizzare certi modi di agire, quanto di porre sotto gli occhi del lettore quasi un gioco delle parti, in cui la più stramba umanità – stramba perché in molti casi è consapevole di quello che fa – sembra provare incredibilmente piacere nel tormento quotidiano a cui si sottopone, tuffandosi a capofitto nel mezzo di relazioni complicate, indefinite, spesso solo vagheggiate, nelle vicende più gravide di conseguenze, mossa da un’incomprensibile predisposizione a ingannare o a ignorare l’altro, a imporre condizioni o prese d’atto, o finanche a subire, in circostanze, insomma, che appaiono tutt’altro che limpide (“Juan Carlos Alvarez ha un grosso problema: ogni volta che gli capita di imbarcarsi in un rapporto duraturo con una donna ferma viene assalito da un irrefrenabile desiderio di tradirla.“)

Leggi tutta la recensione.


30 gennaio 2020

Il linguaggio di Cthulhu. Filosofia e Dizionario di H. P. Lovecraft

  Diviso in più sezioni, ognuna dedicata ad un aspetto dell’opera di Howard Phillips Lovecraft, questo ampio saggio proposto da Daniele Corradi (Daniele Corradi, La lingua di Cthulhu. Filosofia e Dizionario di H. P. Lovecraft, Editoriale Jouvence, 2019, pp. 313) è una disamina molto accurata della lingua, delle tecniche narrative e della filosofia dello scrittore di Providence, elementi che, come ci spiega abilmente l’autore, in realtà non andrebbero mai disgiunti l’uno dall’altro ma sempre messi in intima connessione.

Leggi tutta la recensione.


22 gennaio 2020

Sognando la vita

  Dopo una vita intensa dedicata alla poesia, ai romanzi, alle recenti narrazioni di viaggio e alle tante, innumerevoli, traduzioni di libri di autori inglesi e americani (tra cui ben quattro Premi Nobel), lo scrittore Mario Biondi ci regala questa volta una raccolta di racconti dal titolo Sognando la vita (Sognando la vita, Oligo Editore, 2020, pp. 140), la sua prima, se non andiamo errati, e lo fa con un tono amabile, con una dolce e misurata ironia, e con quella che sembra essere una costante della sua narrativa, la ricorrenza di opera in opera dei personaggi a lui cari, vuoi in veste di comprimari o di protagonisti, in puro stile balzachiano. È infatti lo stesso scrittore a venirci incontro e a dirci nell’Introduzione, in modo chiaro: “Questo Mondo Altro [la letteratura] è ovviamente popolato da personaggi, i quali di conseguenza vivono una loro vita parallela a quella del narratore, fianco a fianco con lui, come suoi condomini se non commensali. Diversi di questi miei commensali fanno capolino anche in questi racconti.

Leggi tutta la recensione.


12 gennaio 2020

L’orrore a Red Hook

  È da poco disponibile per i tipi di Jouvence, con la traduzione e la curatela di Daniele Corradi, una nuova edizione di due racconti chiave di H. P. Lovecraft, riuniti sotto il titolo di L’orrore a Red Hook. La chiamata di Cthulhu. Si tratta di due testi molto vicini, a livello temporale, per quanto riguarda la genesi, poiché scritti entrambi durante l'”esilio” newyorkese di Lovecraft, durato tra il febbraio del 1924 e l’aprile del 1926, un periodo in cui – come spiega bene Corradi nell’introduzione – lo scrittore di Providence, dopo aver sposato Sonia Haft Greene ed essersi stabilito a Brooklyn in cerca di un impiego adatto alle proprie aspirazioni, senza mai riuscire a trovarlo, sperimentò sotto ogni ambito, matrimoniale, etnico, professionale, il “ribollente caos dell’alterità, dell’esternalità“, un’esperienza che si rivelò a tutti gli effetti “depersonalizzante e disumanizzante” e che lo indusse in conclusione a far ritorno nella sua città natale.

Leggi tutta la recensione.


31 dicembre 2019

Fuoco pallido. W. G. Sebald e l’arte della trasformazione

  Fuoco pallido. W. G. Sebald: l’arte della trasformazione di Salvatore Tedesco è un notevole saggio pubblicato dalla Meltemi che si propone di tornare circostanziatamente su alcuni passi dell’opera poetica e critica del grande scrittore tedesco (“per riprendere a seguirne i percorsi, per scorgere ulteriori strati, ulteriori tempi che vi sono custoditi“), un’opera che l’autore dimostra di conoscere a menadito, in modo profondo, e di cui di volta in volta, con estrema competenza, fornisce frammenti, spiegazioni, opportuni rimandi a pagine di altri romanzieri e pensatori (in primo luogo ad alcuni testi di Nabokov, tra cui Fuoco pallido, appunto, con cui Sebald tesse un fitto dialogo), risultando in definitiva, per questi e per molti altri aspetti, illuminante.

Leggi tutta la recensione.


19 dicembre 2019

All’ombra della collina dei galli

Vincitore del Premio letterario dell’Unione Europea del 2017 e proposto ora in Italia da Mimesis nella splendida collana eLit, All’ombra della collina dei Galli di Osvalds Zebris è un breve romanzo storico che ha come sfondo la Riga del primo Novecento, più precisamente quella degli anni 1905-06, quando l’ondata rivoluzionaria già scoppiata in Russia a seguito della sconfitta nella guerra russo-giapponese si estese rapidamente anche alle città e alle campagne lettoni, portando con sé disordini e violenze di ogni tipo: scioperi e manifestazioni di piazza, rivolte soffocate nel sangue, scontri tra bande armate e pogrom vergognosi, fino a quando le spedizioni punitive messe in atto dalla famigerata Centuria nera non ripristinarono con altrettanta brutalità e sete di vendetta un ordine e una calma almeno apparenti.

Leggi tutta la recensione.


12 dicembre 2019

La vita moltiplicata

  Se l’opera precedente di Simone Ghelli (Non risponde mai nessuno, Miraggi edizioni, 2017) ci aveva proposto delle piccole e grandi vicende del quotidiano narrate con un alto grado di realtà, in cui spesso i protagonisti, con le loro insicurezze e fragilità, stentavano a trovare una relazione empatica, motivo esemplificato dalle loro “chiamate mai risposte”, questa nuova raccolta di racconti dal titolo La vita moltiplicata (Miraggi edizioni, 2019, pp. 128) sembra costituirne allora il giusto complemento, il degno contraltare, poiché esibisce al suo interno, con la perizia ormai consueta all’autore, dieci titoli nei quali la potenza dell’onirico e dello psichico è declinata ed esaltata al massimo grado.

Leggi tutta la recensione.


27 novembre 2019

Trieste. La resa dei conti

 Quello che subito emerge in quest’ultimo libro di Marina Torossi (Trieste. La resa dei conti, Campanotto editore, 2019) è senza ombra di dubbio la grande abilità messa in campo dall’autrice nel gestire una materia narrativa così articolata, così ricca di temi e di riflessioni, di spunti, di episodi privati e storici che coprono incredibilmente un arco temporale molto lungo. Il romanzo, infatti, ripercorre gran parte delle vicende politiche giuliane e italiane degli ultimi ottant’anni, riuscendo felicemente nell’intento di calarci nella vita quotidiana di una nazione e di una città, a suo modo unica per gli avvenimenti di cui è stata protagonista nel corso del Novecento, giungendo a toccare persino i fatti della più stretta attualità, e questo sempre coi giusti tempi, con le giuste pause, con un ritmo che non conosce mai passi falsi o cadute di tono.

Leggi la recensione.


15 novembre 2019

Sul racconto

  “E allora può capitare che un bel momento resti una parola – il cui significato ci è vagamente chiaro – e scompaiano i limiti entro cui assume senso. Una di queste parole è racconto.”

Maurizio Vicedomini, Sul racconto. Calvino, Cortazar, Hemingway James, Wallace, Les Flaneurs Edizioni, 2019

@lesflaneursedizioni.it #mauriziovicedomini #sulracconto

Qui la mia lettura.


5 novembre 2019

A ciascuno il suo lago

  Una lettura davvero interessante. Sembra proprio che tutto, in questi racconti, miri a spiazzare, a stravolgere i canoni.

“Usciva la mattina e senza saperlo prendeva con sé tutto: i libri, il mobilio, la chitarra, i cuscini, le porte, le finestre, tutti i ricordi passati, il profumo delle arance e il sapore della pera che aveva sfiorato con le labbra, tutto il tempo e una fotografia in cui noi in una doppia esposizione nuotiamo nel mare blu scuro.”

Nenad Joldeski, A ciascuno il suo lago, Mimesis, 2019, trad. di Davide Fanciullo.

Qui la mia lettura.


31 ottobre 2019

Le storie di Conrad

  Un Conrad insolito, di cui non mi era capitato di leggere prima, in questo saggio di Richard Ambrosini, che fa luce su molti aspetti delle sue opere e delle sue tecniche narrative.

Vorrei tanto che tutte quelle mie navi fossero messe a riposo, ma temo che, quando gli americani se ne impadroniranno, non conosceranno mai, mai, riposo.

R. Ambrosini, Le storie di Conrad. Biografia intellettuale di un romanziere, Carocci, 2019

Qui la mia lettura.


25 ottobre 2019

Sul racconto

 Ho trovato molto interessante questa conversazione tra Paolo Fabbri e Roland Barthes proposta di recente da Marietti. E pensare che è rimasta chiusa in un cassetto per cinquant’anni!

“Davanti a questa infinità dei racconti, si tenta, cioè si ha il coraggio – o il rischio o la temerarietà – di scegliere un modello di descrizione che all’occorrenza può essere precisamente il modello linguistico. Tenteremo cioè di applicare a questa massa enorme di racconti un modello di descrizione, che, manipolando certe specificazioni, dedurrà ciò che noi sappiamo dalla linguistica.”

Roland Barthes, Sul racconto, Marietti 1820

Qui la mia lettura.


5 ottobre 2019

Tempo curvo a Krems

 “È uno scacco che sembra investire di riflesso anche il fare letterario e la volontà ad esso sottesa di dirimere, di capire il passato, di decifrare i segni di una vita per ricomporli in un’immagine coerente, o di aprire mondi che invece sembrano sfuggirci nel momento esatto in cui ci accingiamo a posarvi sopra lo sguardo (Heisenberg), uno sforzo del tutto inadeguato da cui i protagonisti danno comunque l’idea di attendere, in modo indefesso, un senso o forse un viatico per andare oltre, il lasciapassare o l’assoluzione che li liberi dai loro fantasmi, siano essi dovuti a tragici eventi storici, sempre in un certo qual modo traumatici, sia amorosi, che tanto possono averli segnati.”

In questa pagina una mia lettura di Tempo curvo a Krems di Claudio Magris, edita da Garzanti nel 2019.


16 settembre 2019

L’ombra di Vautrin

  L’ombra di Vautrin. Proust lettore di Balzac, edito a marzo da Carocci editore, è in ordine di tempo l’ultimo, interessante, saggio di Mariolina Bertini che, dopo averci regalato tante pagine splendide sui due grandi romanzieri francesi, fa luce in questo caso sui rapporti esistenti tra l’autore della Commedia umana e quello della Recherche, rintracciando i segni del precoce interesse di quest’ultimo per il primo e mostrando tutta l’importanza dell’influenza esercitata da Balzac sulla poetica e sull’immaginario proustiani.

Leggi tutto l’articolo.


24 agosto 2019

Il romanzo a variazioni

  Sono rimasto molto colpito da questo bel saggio di Simona Carretta, Il romanzo a variazioni, Mimesis, 2019. Lucido, interessante, intelligente. Non potevo fare a meno di parlarne.

Leggi la recensione.


21 agosto 2019

Sei saggi e sei risposte su Proust e sul romanzo

Ho voluto scrivere questa volta due righe su un libro di Michel Butor ormai introvabile in Italia: Sei saggi e sei risposte su Proust e sul romanzo, pubblicato nel lontano 1977 da Pratiche Editrice nella traduzione di C. Ghirardi e E.Chierici.

Qui la mia lettura.


8 agosto 2019

La perfezione

“Riproposto di recente da Baldini+Castoldi e al tempo designato dalla critica come l’esordio del nuovo noir italiano, il romanzo breve La perfezione di Raul Montanari conserva ancora, a 25 anni di distanza dalla prima edizione (uscì nel ’94 da Feltrinelli), tutta la bellezza algida e cristallina conferitagli dalla sua splendida e sobria costruzione, forte di una sapiente distribuzione della materia narrativa e dell’uso di una lingua curata, puntuale, mai fuori luogo, che nel ritrarre le vite dei personaggi e il paesaggio montano riesce a creare all’occorrenza le atmosfere più giuste e adatte al caso.”

Una mia lettura del noir La perfezione di Raul Montanari.


31 luglio 2019

Bugie e altri racconti morali

“Se si potrebbe individuare, a lettura finita, nei personaggi femminili un tratto comune nella volontà di essere guardate e ascoltate, cosa che coincide col fatto di essere ancora vive, anche sessualmente, e quindi presenti agli altri e a se stesse, e negli uomini quello di apparire invece sempre sordi e ottusi, preoccupati più di sistemare le cose che di capirle nel profondo, ogni vicenda narrata sembra comunque votata inevitabilmente a mettere in luce qualcosa che non torna, un corto circuito di tipo esistenziale.”

Una mia lettura del suggestivo e ultimo libro del Premio Nobel J. M. Coetzee Bugie e altri racconti morali, pubblicato recentemente da Einaudi.


30 giugno 2019

La letteratura è in pericolo?

Tra i tanti libri di Tzvetan Todorov che amo, ho riletto in questi giorni il breve saggio La letteratura in pericolo, riedito in Italia da Garzanti nel 2018. Ne parlo nella pagina indicata qui sotto:

Leggi la recensione.


28 maggio 2019

Altravana: la Cuba di Davide Barilli

Ho apprezzato molto il nuovo libro di Davide Barilli Cuba. Altravana: nel cuore di una città perduta (Giulio Perrone Editore). L’ho trovato bello e appassionante e ho voluto scriverne in questa pagina. Buona lettura!

Leggi tutta la recensione.