Letture

31 marzo 2020

La verità dei topi

  La verità dei topi di Massimiliano Nuzzolo, edito da Les Flâneurs Edizioni, è un romanzo davvero allegro, ironico, che ama giocare molto con i generi narrativi e condurci con leggerezza in storie assurde e rocambolesche.

È infatti un libro che fa dell’ibridazione il suo punto di forza, una sorta di piccolo pastiche, che inizia o dà l’idea di iniziare come un thriller di fantapolitica (“Mr. Kospic, quante volte le abbiamo detto di non mettersi in contatto col nemico? (…) Nel suo cappotto abbiamo trovato il microfilm.“) ma che vira presto su atmosfere e toni da realismo puro (“Aveva conosciuto da subito la fame e la strada e, ben presto, aveva dovuto ingegnarsi a trovare un modo per sbarcare il lunario.“) e che prosegue con i tratti tipici di un bildungsroman, sebbene non canonico per i termini in cui ci viene proposto (“Passarono gli anni ed Henry beneficiando delle sue facoltà e della benevolenza delle fanciulle impiegate nelle case di sua proprietà non ebbe mai a soffrire della mancanza di una donna“), con avventure e colpi di scena che possono da un momento all’altro premiare un povero e farne un ricco, e che converge, a un certo punto, in una classica narrazione fiabesca i cui personaggi si perdono nei boschi (“Al mattino il canto degli uccelli lo svegliò di buon umore. Il sole filtrava attraverso i rami alti del bosco e disegnava piccole figure di luce tutt’intorno.“) e fanno strani incontri (“E il topo sorridendo rispose: “Tu mi stai simpatico. So che a Caracas catturavi i miei parenti..“), con la possibilità addirittura di finire in altri romanzi (“Poi il giovane continuò: “Scusate, non mi sono nemmeno presentato. Piacere, Grenouille, garzone profumiere in viaggio da Parigi”).

Leggi tutta la recensione.


20 marzo 2020

Non c’è, e non deve esserci

  Vincitrice dell’European Union Prize for Literature ed edita in Italia da Mimesis nella preziosa collana eLit, Non c’è, e non deve esserci di Edina Szvoren è una breve ma intensa raccolta di racconti che ci presenta una Ungheria intima, familiare, osservata dall’interno delle mura di casa, raccontata attraverso le storie di alcuni personaggi colti a più riprese nell’arco della loro vita, dall’infanzia all’età adulta, il cui destino è quello di incontrarsi, sempre però nel raggio ristretto della quotidianità di una vita ordinaria.

In molti casi i racconti sembrano proporre uno sguardo dal basso, e quindi innocente, ingenuo, a volte sbalordito, sulle cose, poiché le voci narranti sono per lo più di bambini che guardano, si interrogano, si stupiscono della mancata corripondenza degli adulti che li circondano, che sono eternamente impegnati a fare altro, e i cui silenzi, i cui gesti, le risposte non date, non fanno che generare nell’animo dei figli domande ulteriori, dei dubbi che restano tali e che non vengono mai sciolti, originando così una sensazione di generale incomprensibilità.

Leggi tutta la recensione.


18 marzo 2020

Odio senza fine

  Berlino, notte del 30 gennaio 1933. Forse non è un caso che la prima immagine con cui si apre il romanzo sia quella di una camera da letto avvolta dal gelo in cui Annelore, personaggio chiave e filo conduttore della vicenda, tenta strenuamente di riscaldarsi sotto le coperte, senza riuscirci, un’immagine che non è solo lo specchio immediato della profonda solitudine in cui versa la donna e del senso di angoscia dilagante che ne pervade l’esistenza, come di quello delle persone che la circondano, ma che è anche la perfetta metafora della condizione di un intero paese, che ben rende, cioè, assieme agli incubi che la tormentano e l’assillano, in cui ricorrono il volto deformato di Göering e le violenze urbane perpetrate dalle SA, l’idea inconfondibile di una fine.

È la notte che precede di qualche ora la salita al potere del Nazismo. Di lì a poco, alle 12.40, Adolf Hitler verrà ricevuto dal Presidente della Repubblica von Hindenburg che gli affiderà la Germania, paese che guiderà in pochi anni al disastro, nel baratro più oscuro, mettendo a ferro e fuoco l’Europa e uccidendo milioni di persone.

Leggi tutta la recensione.


9 marzo 2020

H. Come Hitler vedeva i suoi tedeschi

  Preceduto da un’acuta prefazione di Franco Cardini che pone l’accento sull’approccio del tutto nuovo che ci viene proposto, che mira ad offrirci l’immagine inusuale di un Hitler “umanamente comprensibile” e vero (che non vuol dire che vada assolto e perdonato per ciò che ha fatto ma che la forma narrativa può forse renderlo meglio decifrabile), questo breve romanzo di Johann Lerchenwald (J. Lerchenwald, H. Come Hitler vedeva i suoi tedeschi, pp. 245, Editoriale Jouvence, 2020) infrange a veder bene più di un tabù: innanzitutto quello della figura dell’invincibile condottiero promossa dalla propaganda di regime e dallo stesso dittatore, che nelle pagine lascia il posto invece a un uomo fragile, timido, spesso abulico e contraddittorio, con la testa piena di idee confuse, che gioisce, per esempio, per essere riuscito a farsi dichiarare inabile alla leva austriaca e che poco dopo corre ad arruolarsi volontario in Germania pur di dare un senso ai propri giorni.

Leggi tutta la recensione.


28 febbraio 2020

Scrittore contro. L’opera di Leonardo Sciascia

  Fu lo stesso Sciascia a dichiarare in un’intervista a L’Espresso del 1983: “Se qualcuno mi corre dietro chiamandomi intellettuale, non mi volto nemmeno“, come a voler sottolineare, probabilmente, l’intenzione di sfuggire a un’etichetta precostituita, ad un incasellamento troppo semplice e fuorviante, che poco si prestava a rendere l’idea di un “libero letterato, dissidente e disobbediente“, sempre lucido nel mettere in chiaro i meccanismi del potere e della malavita e i contrasti del suo tempo.

Leggi tutta la recensione.


18 febbraio 2020

Santi, poeti e commissari tecnici

  Se davvero volessimo provare a guardare il calcio con occhi diversi, imparare a sorriderne e a non prendere troppo sul serio questo sport che assurge molto spesso, nel nostro Paese, a condizione di credo religioso o ad unica ragion di vita, probabilmente a causa di un’allucinazione collettiva, allora i racconti di Angelo Orlando Meloni potrebbero fare al caso nostro.

Santi, poeti e commissari tecnici (Angelo Orlando Meloni, Santi, poeti e commissari tecnici, Miraggi Editore, 2019, pp. 192), infatti, è un’agile, allegra raccolta che con uno sguardo ironico, leggero, ci parla di questo mondo variegato e di tutto l’universo che vi ruota attorno: dall’accesa rivalità tra tifosi che odiano per partito preso a chi vive solo di derby e di calciomercato, ai campioni veri o presunti, alle attese spasmodiche e alle notti insonni di coloro che ogni estate sognano la vittoria del campionato e s’illudono puntualmente di ottenerla, alla commistione di sacro e profano in cui il sacro è sempre a disposizione per proprio uso e consumo, fino ai tristi episodi in cui a far notizia e a finire sulle pagine dei giornali sono i genitori dei piccoli calciatori che si distinguono in “imprese” tutt’altro che esemplari e che, a quanto pare, poco o nulla hanno da insegnare ai propri figli circa i principi dello sport o il rispetto dell’avversario.

Leggi tutta la recensione.


10 febbraio 2020

Giro di vita

  Diviso in due parti, ognuna coincidente con un periodo della vita del protagonista (che dopo alcuni episodi turbolenti si allontana da Bari e che in seguito decide di farvi ritorno da uomo maturo), questo primo, agile romanzo di Alessio Rega (Giro di vita, Les Flaneurs Editore, 2019, pp. 181) ci racconta con una lingua nitida e piana le vicende del giovane Gabriele, partendo dagli anni della sua prima adolescenza, dall’età cioè in cui tanta importanza hanno gli amici e le prime passioni, le uscite e le prime cocenti delusioni, gli amori che vorresti che durassero in eterno e la musica, la squadra del cuore, ma anche le incertezze e i dubbi, finanche il dolore dovuto al matrimonio finito dei suoi genitori, che lo ha segnato nel profondo e che lo affligge, per lo meno fino all’arrivo improvviso di Chiara, una ragazza che sembra offrirgli un appiglio e un barlume di comprensione, tanto da assurgere presto a ruolo di personaggio chiave del libro e di cui l’io narrante arriverà a dire: “Le nostre vite erano talmente intrecciate da essere in grado di scorrere all’unisono su binari paralleli“, e più oltre: “Lei occupava tutto lo spazio nella mia testa, scacciando quasi con violenza quello che non aveva niente a che fare con noi. Vivevamo in una dimensione che apparteneva solo a noi, in cui ci sentivamo a nostro agio senza la minima interferenza esterna.

Leggi tutta la recensione.

 


5 febbraio 2020

Il Carme di Ildebrando. Un padre, un figlio, un duello

 Primo libro della nuova collana Testi del Medioevo Germanico della Meltemi Editore, questo brillante saggio di Alessandro Zironi dal titolo Il carme di Ildebrando. Un padre, un figlio, un duello (Meltemi Editore, 2019, pp. 176) ci propone un’analisi estremamente chiara ed approfondita di una delle opere “più intriganti, ma allo stesso tempo inafferrabili” fra quelle che la storia, benevolmente, ci ha permesso di ricevere dal passato germanico: è il più antico componimento eroico della tradizione letteraria tedesca, un testo di appena 68 versi, giuntoci privo di titolo (è la critica tedesca ad averlo chiamato Hildebrand(s)lied), che per ragioni stilistiche può essere definito una canzone e per la tragicità e la solennità che lo caratterizzano un carme, il cui unico testimone a noi pervenuto venne copiato in un manoscritto dell’abbazia di Fulda, in Germania, attorno agli anni trenta del IX secolo.

Leggi tutta la recensione.


3 febbraio 2020

Amori elusivi

  Con un tono di volta in volta grottesco, surreale, fantasioso, questa nuova raccolta di Fabio Zuffanti dal titolo Amori elusivi (Fabio Zuffanti, Amori elusivi, Les Flâneurs Editore, 2019, pp. 122) ci regala un’incredibile girandola di storie, di episodi, di frammenti di vita con relativa galleria di personaggi, che ruota attorno ad unico grande tema, all’amore vissuto o immaginato ma sempre eluso. Si tratta di pezzi molto brevi, alcuni brevissimi, proposti con una scrittura limpida, lineare, non affatto pesante, che trova la giusta misura del racconto nell’arco di tre, quattro pagine al massimo, e nei quali l’intento principale pare essere non tanto quello di tratteggiare caratteri o di stigmatizzare certi modi di agire, quanto di porre sotto gli occhi del lettore quasi un gioco delle parti, in cui la più stramba umanità – stramba perché in molti casi è consapevole di quello che fa – sembra provare incredibilmente piacere nel tormento quotidiano a cui si sottopone, tuffandosi a capofitto nel mezzo di relazioni complicate, indefinite, spesso solo vagheggiate, nelle vicende più gravide di conseguenze, mossa da un’incomprensibile predisposizione a ingannare o a ignorare l’altro, a imporre condizioni o prese d’atto, o finanche a subire, in circostanze, insomma, che appaiono tutt’altro che limpide (“Juan Carlos Alvarez ha un grosso problema: ogni volta che gli capita di imbarcarsi in un rapporto duraturo con una donna ferma viene assalito da un irrefrenabile desiderio di tradirla.“)

Leggi tutta la recensione.


30 gennaio 2020

Il linguaggio di Cthulhu. Filosofia e Dizionario di H. P. Lovecraft

  Diviso in più sezioni, ognuna dedicata ad un aspetto dell’opera di Howard Phillips Lovecraft, questo ampio saggio proposto da Daniele Corradi (Daniele Corradi, La lingua di Cthulhu. Filosofia e Dizionario di H. P. Lovecraft, Editoriale Jouvence, 2019, pp. 313) è una disamina molto accurata della lingua, delle tecniche narrative e della filosofia dello scrittore di Providence, elementi che, come ci spiega abilmente l’autore, in realtà non andrebbero mai disgiunti l’uno dall’altro ma sempre messi in intima connessione.

Leggi tutta la recensione.


22 gennaio 2020

Sognando la vita

  Dopo una vita intensa dedicata alla poesia, ai romanzi, alle recenti narrazioni di viaggio e alle tante, innumerevoli, traduzioni di libri di autori inglesi e americani (tra cui ben quattro Premi Nobel), lo scrittore Mario Biondi ci regala questa volta una raccolta di racconti dal titolo Sognando la vita (Sognando la vita, Oligo Editore, 2020, pp. 140), la sua prima, se non andiamo errati, e lo fa con un tono amabile, con una dolce e misurata ironia, e con quella che sembra essere una costante della sua narrativa, la ricorrenza di opera in opera dei personaggi a lui cari, vuoi in veste di comprimari o di protagonisti, in puro stile balzachiano. È infatti lo stesso scrittore a venirci incontro e a dirci nell’Introduzione, in modo chiaro: “Questo Mondo Altro [la letteratura] è ovviamente popolato da personaggi, i quali di conseguenza vivono una loro vita parallela a quella del narratore, fianco a fianco con lui, come suoi condomini se non commensali. Diversi di questi miei commensali fanno capolino anche in questi racconti.

Leggi tutta la recensione.


12 gennaio 2020

L’orrore a Red Hook

  È da poco disponibile per i tipi di Jouvence, con la traduzione e la curatela di Daniele Corradi, una nuova edizione di due racconti chiave di H. P. Lovecraft, riuniti sotto il titolo di L’orrore a Red Hook. La chiamata di Cthulhu. Si tratta di due testi molto vicini, a livello temporale, per quanto riguarda la genesi, poiché scritti entrambi durante l'”esilio” newyorkese di Lovecraft, durato tra il febbraio del 1924 e l’aprile del 1926, un periodo in cui – come spiega bene Corradi nell’introduzione – lo scrittore di Providence, dopo aver sposato Sonia Haft Greene ed essersi stabilito a Brooklyn in cerca di un impiego adatto alle proprie aspirazioni, senza mai riuscire a trovarlo, sperimentò sotto ogni ambito, matrimoniale, etnico, professionale, il “ribollente caos dell’alterità, dell’esternalità“, un’esperienza che si rivelò a tutti gli effetti “depersonalizzante e disumanizzante” e che lo indusse in conclusione a far ritorno nella sua città natale.

Leggi tutta la recensione.


31 dicembre 2019

Fuoco pallido. W. G. Sebald e l’arte della trasformazione

  Fuoco pallido. W. G. Sebald: l’arte della trasformazione di Salvatore Tedesco è un notevole saggio pubblicato dalla Meltemi che si propone di tornare circostanziatamente su alcuni passi dell’opera poetica e critica del grande scrittore tedesco (“per riprendere a seguirne i percorsi, per scorgere ulteriori strati, ulteriori tempi che vi sono custoditi“), un’opera che l’autore dimostra di conoscere a menadito, in modo profondo, e di cui di volta in volta, con estrema competenza, fornisce frammenti, spiegazioni, opportuni rimandi a pagine di altri romanzieri e pensatori (in primo luogo ad alcuni testi di Nabokov, tra cui Fuoco pallido, appunto, con cui Sebald tesse un fitto dialogo), risultando in definitiva, per questi e per molti altri aspetti, illuminante.

Leggi tutta la recensione.


19 dicembre 2019

All’ombra della collina dei galli

Vincitore del Premio letterario dell’Unione Europea del 2017 e proposto ora in Italia da Mimesis nella splendida collana eLit, All’ombra della collina dei Galli di Osvalds Zebris è un breve romanzo storico che ha come sfondo la Riga del primo Novecento, più precisamente quella degli anni 1905-06, quando l’ondata rivoluzionaria già scoppiata in Russia a seguito della sconfitta nella guerra russo-giapponese si estese rapidamente anche alle città e alle campagne lettoni, portando con sé disordini e violenze di ogni tipo: scioperi e manifestazioni di piazza, rivolte soffocate nel sangue, scontri tra bande armate e pogrom vergognosi, fino a quando le spedizioni punitive messe in atto dalla famigerata Centuria nera non ripristinarono con altrettanta brutalità e sete di vendetta un ordine e una calma almeno apparenti.

Leggi tutta la recensione.


12 dicembre 2019

La vita moltiplicata

  Se l’opera precedente di Simone Ghelli (Non risponde mai nessuno, Miraggi edizioni, 2017) ci aveva proposto delle piccole e grandi vicende del quotidiano narrate con un alto grado di realtà, in cui spesso i protagonisti, con le loro insicurezze e fragilità, stentavano a trovare una relazione empatica, motivo esemplificato dalle loro “chiamate mai risposte”, questa nuova raccolta di racconti dal titolo La vita moltiplicata (Miraggi edizioni, 2019, pp. 128) sembra costituirne allora il giusto complemento, il degno contraltare, poiché esibisce al suo interno, con la perizia ormai consueta all’autore, dieci titoli nei quali la potenza dell’onirico e dello psichico è declinata ed esaltata al massimo grado.

Leggi tutta la recensione.


27 novembre 2019

Trieste. La resa dei conti

 Quello che subito emerge in quest’ultimo libro di Marina Torossi (Trieste. La resa dei conti, Campanotto editore, 2019) è senza ombra di dubbio la grande abilità messa in campo dall’autrice nel gestire una materia narrativa così articolata, così ricca di temi e di riflessioni, di spunti, di episodi privati e storici che coprono incredibilmente un arco temporale molto lungo. Il romanzo, infatti, ripercorre gran parte delle vicende politiche giuliane e italiane degli ultimi ottant’anni, riuscendo felicemente nell’intento di calarci nella vita quotidiana di una nazione e di una città, a suo modo unica per gli avvenimenti di cui è stata protagonista nel corso del Novecento, giungendo a toccare persino i fatti della più stretta attualità, e questo sempre coi giusti tempi, con le giuste pause, con un ritmo che non conosce mai passi falsi o cadute di tono.

Leggi la recensione.


15 novembre 2019

Sul racconto

  “E allora può capitare che un bel momento resti una parola – il cui significato ci è vagamente chiaro – e scompaiano i limiti entro cui assume senso. Una di queste parole è racconto.”

Maurizio Vicedomini, Sul racconto. Calvino, Cortazar, Hemingway James, Wallace, Les Flaneurs Edizioni, 2019

@lesflaneursedizioni.it #mauriziovicedomini #sulracconto

Qui la mia lettura.


5 novembre 2019

A ciascuno il suo lago

  Una lettura davvero interessante. Sembra proprio che tutto, in questi racconti, miri a spiazzare, a stravolgere i canoni.

“Usciva la mattina e senza saperlo prendeva con sé tutto: i libri, il mobilio, la chitarra, i cuscini, le porte, le finestre, tutti i ricordi passati, il profumo delle arance e il sapore della pera che aveva sfiorato con le labbra, tutto il tempo e una fotografia in cui noi in una doppia esposizione nuotiamo nel mare blu scuro.”

Nenad Joldeski, A ciascuno il suo lago, Mimesis, 2019, trad. di Davide Fanciullo.

Qui la mia lettura.


31 ottobre 2019

Le storie di Conrad

  Un Conrad insolito, di cui non mi era capitato di leggere prima, in questo saggio di Richard Ambrosini, che fa luce su molti aspetti delle sue opere e delle sue tecniche narrative.

Vorrei tanto che tutte quelle mie navi fossero messe a riposo, ma temo che, quando gli americani se ne impadroniranno, non conosceranno mai, mai, riposo.

R. Ambrosini, Le storie di Conrad. Biografia intellettuale di un romanziere, Carocci, 2019

Qui la mia lettura.


25 ottobre 2019

Sul racconto

 Ho trovato molto interessante questa conversazione tra Paolo Fabbri e Roland Barthes proposta di recente da Marietti. E pensare che è rimasta chiusa in un cassetto per cinquant’anni!

“Davanti a questa infinità dei racconti, si tenta, cioè si ha il coraggio – o il rischio o la temerarietà – di scegliere un modello di descrizione che all’occorrenza può essere precisamente il modello linguistico. Tenteremo cioè di applicare a questa massa enorme di racconti un modello di descrizione, che, manipolando certe specificazioni, dedurrà ciò che noi sappiamo dalla linguistica.”

Roland Barthes, Sul racconto, Marietti 1820

Qui la mia lettura.


5 ottobre 2019

Tempo curvo a Krems

 “È uno scacco che sembra investire di riflesso anche il fare letterario e la volontà ad esso sottesa di dirimere, di capire il passato, di decifrare i segni di una vita per ricomporli in un’immagine coerente, o di aprire mondi che invece sembrano sfuggirci nel momento esatto in cui ci accingiamo a posarvi sopra lo sguardo (Heisenberg), uno sforzo del tutto inadeguato da cui i protagonisti danno comunque l’idea di attendere, in modo indefesso, un senso o forse un viatico per andare oltre, il lasciapassare o l’assoluzione che li liberi dai loro fantasmi, siano essi dovuti a tragici eventi storici, sempre in un certo qual modo traumatici, sia amorosi, che tanto possono averli segnati.”

In questa pagina una mia lettura di Tempo curvo a Krems di Claudio Magris, edita da Garzanti nel 2019.


16 settembre 2019

L’ombra di Vautrin

  L’ombra di Vautrin. Proust lettore di Balzac, edito a marzo da Carocci editore, è in ordine di tempo l’ultimo, interessante, saggio di Mariolina Bertini che, dopo averci regalato tante pagine splendide sui due grandi romanzieri francesi, fa luce in questo caso sui rapporti esistenti tra l’autore della Commedia umana e quello della Recherche, rintracciando i segni del precoce interesse di quest’ultimo per il primo e mostrando tutta l’importanza dell’influenza esercitata da Balzac sulla poetica e sull’immaginario proustiani.

Leggi tutto l’articolo.


24 agosto 2019

Il romanzo a variazioni

  Sono rimasto molto colpito da questo bel saggio di Simona Carretta, Il romanzo a variazioni, Mimesis, 2019. Lucido, interessante, intelligente. Non potevo fare a meno di parlarne.

Leggi la recensione.


21 agosto 2019

Sei saggi e sei risposte su Proust e sul romanzo

Ho voluto scrivere questa volta due righe su un libro di Michel Butor ormai introvabile in Italia: Sei saggi e sei risposte su Proust e sul romanzo, pubblicato nel lontano 1977 da Pratiche Editrice nella traduzione di C. Ghirardi e E.Chierici.

Qui la mia lettura.


8 agosto 2019

La perfezione

“Riproposto di recente da Baldini+Castoldi e al tempo designato dalla critica come l’esordio del nuovo noir italiano, il romanzo breve La perfezione di Raul Montanari conserva ancora, a 25 anni di distanza dalla prima edizione (uscì nel ’94 da Feltrinelli), tutta la bellezza algida e cristallina conferitagli dalla sua splendida e sobria costruzione, forte di una sapiente distribuzione della materia narrativa e dell’uso di una lingua curata, puntuale, mai fuori luogo, che nel ritrarre le vite dei personaggi e il paesaggio montano riesce a creare all’occorrenza le atmosfere più giuste e adatte al caso.”

Una mia lettura del noir La perfezione di Raul Montanari.


31 luglio 2019

Bugie e altri racconti morali

“Se si potrebbe individuare, a lettura finita, nei personaggi femminili un tratto comune nella volontà di essere guardate e ascoltate, cosa che coincide col fatto di essere ancora vive, anche sessualmente, e quindi presenti agli altri e a se stesse, e negli uomini quello di apparire invece sempre sordi e ottusi, preoccupati più di sistemare le cose che di capirle nel profondo, ogni vicenda narrata sembra comunque votata inevitabilmente a mettere in luce qualcosa che non torna, un corto circuito di tipo esistenziale.”

Una mia lettura del suggestivo e ultimo libro del Premio Nobel J. M. Coetzee Bugie e altri racconti morali, pubblicato recentemente da Einaudi.


30 giugno 2019

La letteratura è in pericolo?

Tra i tanti libri di Tzvetan Todorov che amo, ho riletto in questi giorni il breve saggio La letteratura in pericolo, riedito in Italia da Garzanti nel 2018. Ne parlo nella pagina indicata qui sotto:

Leggi la recensione.


28 maggio 2019

Altravana: la Cuba di Davide Barilli

Ho apprezzato molto il nuovo libro di Davide Barilli Cuba. Altravana: nel cuore di una città perduta (Giulio Perrone Editore). L’ho trovato bello e appassionante e ho voluto scriverne in questa pagina. Buona lettura!

Leggi tutta la recensione.