La vita moltiplicata

  Se l’opera precedente di Simone Ghelli (Non risponde mai nessuno, Miraggi edizioni, 2017) ci aveva proposto delle piccole e grandi vicende del quotidiano narrate con un alto grado di realtà, in cui spesso i protagonisti, con le loro insicurezze e fragilità, stentavano a trovare una relazione empatica, motivo esemplificato dalle loro “chiamate mai risposte”, questa nuova raccolta di racconti dal titolo La vita moltiplicata (Miraggi edizioni, 2019, pp. 128) sembra costituirne allora il giusto complemento, il degno contraltare, poiché esibisce al suo interno, con la perizia ormai consueta all’autore, dieci titoli nei quali la potenza dell’onirico e dello psichico è declinata ed esaltata al massimo grado.

Se c’è infatti un tema ricorrente che accomuna la maggior parte dei personaggi del libro, a fronte di un vita che li nega o che non corrisponde alle loro attese, è proprio il moltiplicarsi delle immagini, dei quadri e delle scene della loro vita interiore, che si succedono, si sovrappongono, scorrono come davanti allo schermo di un cinematografo, restituendoci in modo chiaro il bisogno che questi sentono di rifugiarsi nel sogno ad occhi aperti o in mondi Continua a leggere

Tempo curvo a Krems

 “È uno scacco che sembra investire di riflesso anche il fare letterario e la volontà ad esso sottesa di dirimere, di capire il passato, di decifrare i segni di una vita per ricomporli in un’immagine coerente, o di aprire mondi che invece sembrano sfuggirci nel momento esatto in cui ci accingiamo a posarvi sopra lo sguardo (Heisenberg), uno sforzo del tutto inadeguato da cui i protagonisti danno comunque l’idea di attendere, in modo indefesso, un senso o forse un viatico per andare oltre, il lasciapassare o l’assoluzione che li liberi dai loro fantasmi, siano essi dovuti a tragici eventi storici, sempre in un certo qual modo traumatici, sia amorosi, che tanto possono averli segnati.”

  Con uno stile sobrio e misurato, che non disdegna anche slanci coraggiosi che sconfinano a volte in una vibrante prosa poetica, Tempo curvo a Krems, breve raccolta di racconti di Claudio Magris edita da Garzanti, si propone sin dal titolo come una significativa e ponderata meditazione sul tempo e sulla sua percezione, avanzata attraverso le storie di vita di cinque personaggi, tutti molto simili tra loro per ruolo e collocazione, alle prese con gli eventi di un passato che non appare quasi mai come un qualcosa di ordinato e razionale, Continua a leggere

Bugie e altri racconti morali

  Affidata quasi per intero alla voce narrante di Elizabeth Costello, già alter ego di Coetzee nel romanzo omonimo del 2003, ciò che più sorprende di quest’ultima raccolta dello scrittore sudafricano (Bugie e altri racconti morali, pp. 104, proposto a fine maggio da Einaudi) è senza dubbio la grande capacità di far emergere e sviluppare situazioni emblematiche partendo da dettagli minimi o da piccoli gesti, da pensieri essenziali, anche da quelli apparentemente più semplici e che si rivelano invece, alla lunga, importantissimi, assumendo spesso nella mente dei personaggi, e nella loro vita, un valore assoluto.

Oggetto del narrare sono infatti delle brevi vicende quotidiane riportate in modo sobrio e diretto, senza affettazioni, a cui seguono spesso i dubbi, i sensi di colpa, le domande senza risposta che i protagonisti del libro si portano dentro o pongono agli altri, e quindi a se stessi, nell’intenzione quasi sempre palese di aprirsi a un dialogo che possa condurli a una rivelazione autentica o a una lucida consapevolezza, a dare un nome alle cose e alle persone che li circondano, anche alle più familiari (“Nemmeno noi nasciamo con la faccia. Ci vuole molta pazienza a tirare fuori una faccia, come ad accendere il fuoco dal carbone. Io ti ho tirato fuori una faccia dalle tue profondità. […] È stato come evocare un’anima.” dice Elizabeth Costello al figlio John in La vecchia e i gatti). Continua a leggere

Al via la rubrica “Lo statuto del racconto”

Emergenza Scrittura, la community di giovani scrittori tra i 18 e i 30 anni nata per condividere l’amore per la scrittura, ha raccolto la proposta e la collaborazione dello scrittore Gianluca Massimini per avviare una ricognizione tra scrittori, critici ed editor sullo statuto del racconto, sulle sue potenzialità e su quanto possa fare per l’oggi, per la nostra società, un progetto a nostro avviso molto interessante che prenderà la forma di una rubrica a cadenza settimanale a partire dalla fine di ottobre p.v..

Lo spirito che ci anima è quello di dare la giusta dignità letteraria a questa forma che in Italia ha sempre pagato lo scotto di essere ritenuta secondaria rispetto al romanzo. Riteniamo altresì utile confrontarsi e dibattere, e sentire il parere di persone autorevoli che possano dire la loro ai giovani scrittori.

Hanno già aderito alla nostra iniziativa e risposto alle domande: Paolo Cognetti, Giulio Mozzi, Gianfranco Franchi, Gianluca Morozzi, Cristiano Abbadessa, Andrea Camillo, Monica Pareschi, Mauro Maraschi, Andrea Brancolini, Davide Barilli, Gianni Tetti, Silvana La Spina, Romana Petri, Sandro Bonvissuto, Pino Cacucci, Emanuele Kraushaar, Tommaso Giagni, Milly Curcio, David Frati, Stefano Benni, Antonella Cilento.