“Che cosa siamo, che cosa non siamo” su Lo spirito nella casa nella palude…

Che cosa siamo che cosa non siamo Condivido con piacere la recensione alla mia raccolta “Che cosa siamo, che cosa non siamo” apparsa oggi su Lo spirito nella casa nella palude... a cura di Elle, che ringrazio vivamente.
Confesso che non mi era mai capitata una lettura così attenta delle mie pagine, fatta di riflessioni autentiche e vera partecipazione. Grazie ancora!”Otto racconti con protagonisti diversi, punti di vista diversi, anche se per un attimo alcuni sembrano collegati, per via del nome o di una caratteristica (il terzo al secondo e il quinto al quarto), ma non è così, e ne sono contenta. È un libro leggero, rilassante come piacciono a me, è moderno ma è anche un po’ un libercolo d’altri tempi”(leggi tutto)

“Che cosa siamo, che cosa non siamo” su La Stamberga dei lettori

Che cosa siamo che cosa non siamo Una recensione del mio “Che cosa siamo, che cosa non siamo” che non condivido del tutto ma che ho apprezzato per l’autonomia di giudizio espressa, apparsa su La stamberga dei lettori a firma di Il gatto Zorba.

“Ci interfacciamo con personaggi femminili che si innamorano e poi comprendono a proprie spese il peso delle loro speranze e degli ideali, magari riuscendo anche a dare una reale virata al circolo vizioso emotivo in cui esse stesse sono rimaste vittime; ci confrontiamo con delle eroine quotidianamente impegnate nel far funzionare la loro vita, anche quando questo significa fare dei colpi di testa e scappare dalla prigione dell’esistenza per rincorrere sentimenti genuini e capaci di smuovere le loro certezze e infine conosciamo uomini che fanno i conti con il loro drammatico passato familiare e che cercano di affrancarsi da esso per la prospettiva di un futuro definito e, nelle aspettative, migliore.”

http://www.lastambergadeilettori.com/2016/02/che-cosa-siamo-che-cosa-non-siamo.html

“Che cosa siamo, che cosa non siamo” su Piegodilibri.it

Che cosa siamo che cosa non siamoSu Piegodilibri.it una recensione al mio “Che cosa siamo, che cosa non siamo” a firma di Alessandro Taffarello, che ringrazio per la gentilezza.

“Si può tentare di intravvedere un filo conduttore che unisce le diverse vicende? Esso è senza dubbio dato dal ruolo della donna nella vita di coppia. Non siamo più in presenza di una rappresentante, seppur degnissima, del “sesso debole” (se, per la verità, esso è mai esistito), ma di un autentico personaggio forte: è la donna che sveste il maschio dell’abito della sua apparente forza lasciandolo solo nella sua immaturità; è lei che non ha più remore a vivere serenamente e liberamente la sessualità; è la donna che non si dà per vinta ed affronta con caparbietà una difficile condizione economica e familiare con lo scopo di raddrizzarla, fino a fungere da vero e proprio punto di appoggio per l’uomo che ha scelto di amare.”

Alessandro Taffarello ha colto abilmente e con acume il senso della mia raccolta di racconti, dandone una lettura molto chiara.

La recensione a questo indirizzo: http://www.piegodilibri.it/recensioni/che-cosa-siamo-che-cosa-non-siamo-gianluca-massimini/

L’età dell’amore su Ippocrene – Arti e lettere

“Gentile Signora, se avessi più tempo le scriverei una lettera più breve”. Con questa citazione da Voltaire, posta come esergo, il pescarese, trapiantato a Vicenza, Gianluca Massimini apre il suo volume di racconti L’età dell’amore. È la stessa frase che Leonardo Sciascia aveva riferito nella postfazione che accompagnava il suo romanzo (breve) Il giorno della civetta. Ciò a dire che la brevità, come ricerca dell’essenza, di ciò che è essenziale, è a sua volta il frutto di un lungo lavoro. (leggi tutta la recensione)

“L’età dell’amore” segnalato da Atelier, trimestrale di letteratura, critica, poesia

La raccolta di racconti di Gianluca Massimini presenta caratteri distintivi precisi: in primo luogo, l’esilità della trama induce a considerarli piuttosto una descrizione; quindi, la brevitas per cui ogni lavoro si risolve in due o tre pagine (solo La scoperta dell’amore raggiunge le sei pagine); i personaggi sono di solito due giovani; raramente compaiono i riferimenti cronotopici (uno a Capalbio e un altro al 2003); le scarne vicende si svolgono all’aperto, solo Stanchi vede l’interno di una casa e solo nella stessa novella è presente il dialogo, se eccettuiamo una battuta in La scoperta dell’amore; infine troviamo un ripetuto e sottile erotismo, sorretto sempre da un preciso senso di misura. Lo stile è rapido, incisivo, preciso. Tutti questi elementi tracciano la fisionomia di un autore che esplora nuove vie della narrativa in consonanza forse con le pagine web, restie alla lunghezza e alla prolissità (G. L.).

Enzo Rega recensisce “L’età dell’amore” su Poetrywave

“Gentile Signora, se avessi più tempo le scriverei una lettera più breve”. Con questa citazione da Voltaire, posta come esergo, il pescarese, trapiantato a Vicenza, Gianluca Massimini apre il suo volume di racconti L’età dell’amore. È la stessa frase che Leonardo Sciascia aveva riferito nella postfazione che accompagnava il suo romanzo (breve) Il giorno della civetta. Ciò a dire che la brevità, come ricerca dell’essenza, di ciò che è essenziale, è a sua volta il frutto di un lungo lavoro. (leggi tutta la recensione)