Uno per due, intervista a Romana Petri

“Annie è stata una donna bellissima. La sua vita, in fondo, le è piaciuta tutta, ma l’incontro con un fascinoso e “bruttissimo” fotografo disintegra la routine del suo inferno familiare. La donna riprende in mano la centralità della propria esistenza, che fino a quel momento aveva dovuto condividere con un marito succube della madre e i due figli, abbracciando gli eventi senza il timore di farsi trascinare dagli stessi. Ora, superata la soglia dei settant’anni, sarà l’imprevisto scontro con una ingombrante figura a permetterle di collocare al proprio posto tutti i tasselli del suo travagliato vivere.”

In occasione dell’uscita di “Uno per due“, racconto di Romana Petri, ho avuto il piacere di porre qualche domanda all’autrice. Qui il video della diretta:

         

Una proposta stronza di Maddalena Fingerle

Ieri ho avuto il piacere di conversare con Maddalena Fingerle, l’autrice di Lingua madre (Italo Svevo), in occasione dell’uscita del suo racconto Una proposta stronza (Tetra-).

“Questo non è un testo sulla scrittura né sulla maternità, è solo la bizzarra risposta di un’autrice a una richiesta stronza da parte di un editore squalo. Eppure tra processo creativo e gravidanza ci sono analogie che vale la pena indagare e l’autrice in questione alcune cose da dire sul tema ce le ha, perché in fondo ‘non devi essere stato in una padella per poter scrivere di una cotoletta’”.

Qui il video della diretta:

         

Feríta. Giovanna d’Arco, anno 1971

Ieri ho avuto il piacere di dialogare in diretta con Sergio Roic in occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo “Feríta. Giovanna d’Arco, anno 1971” (Mimesis), una distopica visione del post-Sessantotto parigino attraverso lo sguardo del regista russo Martin Aleksandrovicv Belogradski e del filosofo di sinistra Eric Ferita.

Qui il link della diretta:

          

Il giardino di Sophia

  Secondo titolo dedicato da Il ramo e la foglia alla poesia portoghese, anche questo curato e tradotto da Roberto Maggiani, Il giardino di Sofia ci propone una ricca scelta di poesie di Sophia de Mello Breyner Andresen, unanimemente riconosciuta come la più grande e celebre poetessa portoghese contemporanea, autrice anche di saggi, articoli, racconti per l’infanzia e testi per il teatro, nonché vincitrice nel 1999 del premio Camões, il più importante riconoscimento letterario per gli autori di lingua portoghese. Continua a leggere

La mafia nello zaino, un’intervista ad Alessandro Cortese

  Ho avuto il piacere di porre qualche domanda ad Alessandro Cortese che con il suo La mafia nello zaino. Il bimbo, il nano e l’assassino, edito da poco da Il ramo e la foglia edizioni, ci propone un romanzo teatrale, nel quale le maschere indossate dai personaggi sono necessarie per condurre una vita normale solo in apparenza ma non possono essere mantenute di fronte allo sguardo ingenuo e sincero di un picciriddu siciliano che si interroga sulla mafia. Continua a leggere

Una storia tutta per sé

  Da poco disponibile per i tipi di Les Flâneurs, Una storia tutta per sé di Alessandra Minervini è un agile e interessante saggio rivolto a chi ama raccontare e in particolar modo raccontarsi, una guida semplice e diretta per tutti coloro che, esordienti o meno, intendono dedicarsi alla scrittura autobiografica per lasciar affiorare ricordi e verità interiori, personaggi e aneddoti, e per restituirli al meglio nella pagina scritta. Il libro propone consigli e strumenti pratici, esercizi narrativi ed esempi di svolgimento. L’autrice, che vanta una lunga esperienza da editor e da insegnante di scrittura, ha risposto per noi a qualche domanda. Continua a leggere

Il mostro di Firenze e altri racconti

  Giunta alla quinta candidatura allo Strega in pochi anni – cosa che dovrebbe dirla lunga sul valore e sulle capacità di questa autrice che non sembra ancora godere della visibilità e della notorietà che di certo merita – Lodovica San Guedoro vi concorre quest’anno con Il mostro di Firenze e altri racconti, una raccolta che, dopo gli amorevoli toni di Pastor che a notte ombrosa nel bosco si perdé… e di Amor che torni… e la lucida, spietata invettiva di S’io fossi foco, conferma pienamente tutto ciò che di pregio abbiamo conosciuto nelle sue opere precedenti. Continua a leggere

Voce del verbo mare

  A qualche anno da Le ore del terrore (L’Arcolaio) e dopo i racconti di Vi dichiaro marito e morte (Ensemble), Simone Consorti torna in libreria con Voce del verbo mare (Arcipelago Itaca), una preziosa silloge poetica che con una grande felicità espressiva ci cala nel tempo etereo e indecifrabile dell’attesa, un’attesa dalla forte impronta messianica, dietro la quale non si fatica a cogliere un’accorata preghiera levata al cielo affinché un dio finalmente si riveli e il mondo tradisca il proprio senso. Continua a leggere

Memorie di un’avventuriera

  Ho avuto il piacere di conversare con la scrittrice Emanuela Monti che, in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo “Memorie di un’avventuriera. Liberamente ispirato alla vita di Aphra Behn” (Il ramo e la foglia edizioni), ha accettato l’invito della redazione di Lankenauta e ci ha parlato della drammaturga inglese Aphra Behn, una femminista ante litteram.

Qui, sul nostro canale, la diretta:

         

Interno rosso Marte

  Edita di recente da Gattomerlino Superstripes nella collana Quaderni di pagine nuove, Interno rosso Marte di Rosaria Ragni Licinio è una breve ma alquanto significativa silloge poetica che ha la rara capacità di esprimere in versi fulgidi, dalla forte impronta icastica, la dissonanza odierna tra l’io e il mondo che lo circonda e lo stordimento acuto che ne segue. Sembra infatti che l’esigenza primaria di questa poesia così decisamente connotata dal tormento e da una agonia onnipresente sia quella di dare voce a una condizione di profondo smarrimento, e quindi di straniamento, dovuta a un quotidiano ostile che priva di parola e che colpisce al cuore (“ma qualcosa mi brucia / anche il cuore, / qualcosa qui accende / un mare / di memoria e di zinco.“), che annienta e toglie il fiato per sfinimento, per sottrazione di vita, condizione a cui paiono alludere anche i versi di Bellezza posti in epigrafe, in cui la notte viene evocata come un balsamo salvifico o come il rifugio conquistato e strenuamente difeso nei confronti di un ordinarietà che insistentemente bussa alla porta, che affligge e che disarma, che incessantemente disfa i giochi predisposti ingenuamente dall’io per lasciarlo sbigottito dinanzi al vuoto. Continua a leggere

Poco allegretto: Roberto Maggiani ci parla del poeta portoghese Manuel de Freitas

  In occasione dell’uscita di “Poco allegretto“, silloge poetica di Manuel de Freitas edita da Il ramo e la foglia edizioni, ho avuto il piacere di parlarne con Roberto Maggiani, curatore e traduttore del volume, nonché (come vedrete) persona davvero squisita.

Il video sul canale youtube di Lankenauta (iscrivetevi).

         

Rogozov

  Da poco disponibile per i tipi di TerraRossa Edizioni, Rogozov di Mauro Maraschi è un breve, interessante romanzo che, attraverso uno stile asettico e impersonale, quasi documentaristico visto l’ampio ricorso alle note e alle appendici ma dall’esito volutamente paradossale, sembra avere molto da dire sulle dinamiche comportamentali del contemporaneo, sulle relazioni e sulle fissazioni che spesso le regolano, sulle piccole o grandi manie con cui abbiamo a che fare, nonché sui meccanismi a volte incomprensibili della mente, di per sé lodevole quando si spende con grande fervore nella ricerca di una possibile spiegazione delle eventi e delle cose ma assai poco attendibile quando si affida a dottrine dai principi assai discutibili, spesso spacciate per verità inconfutabili, sebbene appaiano da subito insensate anche ai più ingenui. Maraschi ci parla di tutto ciò ponendo al centro della vicenda narrativa la vita di Ruggero Gargano, un uomo a dir poco contraddittorio, dal temperamento candido e sognatore ma anche cinico e integralista, sicuramente eccentrico, ma nel quale non si fa fatica a scorgere un fiero esemplare della strana umanità che ogni giorno frequentiamo. Continua a leggere

Poco allegretto

  Terzo titolo della collana Poesia della casa editrice Il ramo e la foglia edizioni, Poco allegretto è una preziosa quanto piacevole raccolta di rime che porta all’attenzione dei lettori italiani l’opera del poeta portoghese Manuel De Freitas, una voce molto apprezzata in patria ma poco conosciuta nel nostro paese.

È una silloge, curata e tradotta da Roberto Maggiani, che ci propone una scelta molto ampia di liriche (vanno dal 2000, anno di pubblicazione di Todos contentes e Eu Também, primo titolo del poeta, al 2014, anno in cui ha visto la luce Ubi sunt) e che dunque ha il merito di fornirci un ritratto a tutto tondo di uno degli autori più originali ed interessanti della poesia portoghese contemporanea, un autore che ha fatto dell’ordinario, e della irrimediabile caducità delle cose, l’oggetto privilegiato del suo poetare. Continua a leggere

S’io fossi foco, un’intervista a Lodovica San Guedoro

  Ho avuto il piacere di porre qualche domanda a Lodovica San Guedoro, scrittrice talentuosa, più volte candidata al Premio Strega, attualmente in libreria con il suo S’io fossi foco, un romanzo in cui scatena senza pietà le fiamme della sua collera sul mondo in rovina: un mondo da lei ritenuto sempre più folle e colpevole, sempre più turpe e indegno! Sul banco degli imputati, in questo caso, non più gli uomini ma le donne, soprattutto quelle che, invece di aspirare a liberarsi e con sé stesse a liberare l’umanità, oscenamente si compiacciono di perpetuare e portare all’esasperazione le caratteristiche e i comportamenti che un tempo furono loro imposti dalla perversione maschile. Continua a leggere

La Notte Padana

  La collana Montparnasse dell’editore Les Flâneurs si arricchisce in questi giorni di un nuovo titolo, La Notte Padana di Paolo Risi, un giallo dal ritmo incalzante e dalla trama ben congegnata a cui va il merito di non conoscere passi falsi né cali di tensione. Protagonista della vicenda, nonché voce narrante, è il giornalista Greg Stefanoni, un uomo che conduce una vita del tutto ordinaria, fatta di precarietà e di poche soddisfazioni, passata perlopiù a scrivere articoli di poco conto su inaugurazioni, furti e incidenti stradali per il piccolo quotidiano di provincia da cui il romanzo prende il titolo, e ad assistere una madre affetta da demenza senile che non ricorda più neanche il nome del figlio. A ciò, particolare non secondario e utile elemento per una giusta caratterizzazione del personaggio, si aggiungono le tante domande su un matrimonio finito e su di una figlia che ormai vive lontana e con cui ogni possibile legame sembra essersi deteriorato. Continua a leggere

Rethorica novissima

  Con il titolo eloquente di Rethorica novissima, richiamo esplicito alla Rhetorica novissima di Boncompagno da Signa, opera con la quale sembra condividere un certo spirito giocoso e provocatorio, Il ramo e la foglia edizioni ha da poco dato alle stampe l’ultima prova poetica di Gualberto Alvino, una singolare raccolta di rime in cui a farla da maggiore è senza dubbio la spiccata propensione alla sperimentazione linguistica e alla ricerca formale, nonché un notevole ed esibito amore per la parola, vista la ferma volontà di restituire a quest’ultima, in ogni pagina di questa preziosa edizione, la dignità poetica che gli era propria prima che fosse svilita e svenduta dal poetichese, dall’insignificante, standardizzata, iperproduzione di versi odierna (“e comunque la questione si eterna / sciogliersi dalle grinfie del poetichese” ci vien detto a chiare lettere in Questioni preliminari) Continua a leggere

Pensa il risveglio

  A quasi dieci anni di distanza da Cacciatori di frodo, l’esordio che lo ha imposto all’attenzione dei lettori e con il quale è stato finalista al Calvino e candidato allo Strega, Alessandro Cinquegrani torna in libreria con Pensa il risveglio (TerrarossaEdizioni), un romanzo avvincente, per non dire spiazzante, che rivela sin dalle prime pagine un’abilità non comune nel condurre il lettore in un viaggio per certi versi onirico e straniante nel quale i diversi piani narrativi si sovrappongono, spesso si fondono, generando un cortocircuito inaspettato che riesce a dare ad ogni elemento citato dal narratore una profondità insolita e un significato molteplice, di sicuro mai scontato. Continua a leggere