#LoStatutoDelRacconto: l’intervista a Tommaso Giagni

«Gli editori dicono che i racconti non si vendono, gli editor rifiutano le proposte, gli scrittori devono pubblicare se vogliono fare questo lavoro, e quindi finisce che i racconti li fanno solo gli autori abbastanza forti da poterseli permettere.»

Leggiamo insieme le risposte di Tommaso Giagni a Gianluca Massimini in questo nuovo tassello de ‪#‎LoStatutoDelRacconto‬http://goo.gl/r38n3n.

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A che punto è la nostra indagine #LoStatutoDelRacconto

Il 26 ottobre 2015 è partita l’indagine di Emergenza Scrittura sul racconto (‪#‎LoStatutoDelRacconto‬) e i risultati, a tutt’oggi, sono oltremodo positivi.
Hanno finora aderito all’iniziativa e risposto alle domande: Paolo Cognetti, Gianfranco Franchi, Giulio Mozzi, Gianluca Morozzi, Cristiano Abbadessa, Mauro Maraschi, Emanuele Kraushaar, Andrea Camillo, Antonella CilentoRomana Petri, Milly Curcio, Monica Pareschi, Andrea Brancolini, Davide Barilli, Gianni Tetti, Tommaso Giagni, Sandro Bonvissuto, David Frati, Stefano Benni, Francesca Fiorletta, Maristella Lippolis, Gianfranco Calligarich. Gran parte delle interviste sono già on-line sul sito di Emergenza Scrittura e altre ancora seguiranno.
L’intenzione che ci ha mosso è stata quella di restituire la giusta attenzione a questa forma letteraria che in Italia è spesso disdegnata dal mondo editoriale o ritenuta a torto secondaria al romanzo. Nel suo piccolo, per quanto possa fare una community che vanta appena un anno di vita ma che si è contraddistinta da subito per vitalità e buone iniziative, mi sento di dire che Emergenza Scrittura c’è ottimamente riuscita.

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#LoStatutoDelRacconto: l’intervista a David Frati

Online l’intervista della settimana di Gianluca Massimini a David Frati per‪ #‎LoStatutoDelRacconto‬: http://goo.gl/rKc6gI!

«La circostanza che esista qualcuno che ritiene il racconto una forma narrativa subalterna è per me da ascriversi ai misteri della vita. Come il fatto che esista qualcuno che ritiene gli uomini con un certo colore di pelle superiori a quelli che ne hanno un altro, o che esista chi è superstizioso, o chi crede alle scie chimiche.»

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#LoStatutoDelRacconto: l’intervista a Francesca Fiorletta

Ecco l’intervista a Francesca Fiorletta, redattrice di @Nazione Indiana per ‪#‎LoStatutoDelRacconto‬: http://goo.gl/ohGMsc

“Si pubblicano così tanti libri, che neppure il lettore più assiduo riuscirebbe a star dietro se non a una fettina davvero minima di quello che può offrire oggi il mercato.”

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#LoStatutoDelRacconto: l’intervista ad Andrea Brancolini

Se amate leggere, se amate scrivere, se amate questo mondo complesso che è la letteratura, leggete il contributo di Andrea Brancolini al nostro dibattito su ‪#LoStatutoDelRacconto‬: http://goo.gl/ZOVDPL.

«Secondo me le diverse forme letterarie non differiscono per il loro valore, non c’è una condizione di subalternità di una rispetto alle altre […]. Invece esiste una subalternità editoriale, commerciale, e qui sì che il romanzo la fa da monarca rispetto ai racconti e alla poesia.»

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#LoStatutoDelRacconto: l’intervista a Gianni Tetti

«Il fatto che gli editori pubblichino sempre con minore frequenza racconti, sta portando a una stortura nel mestiere stesso dello scrittore […]. Così succede che molti romanzi siano in fondo raccontoni un po’ allungati. A volte sono allungati bene, a volte sono allungati male. Il rischio è quello di allungare il brodo di un racconto ben scritto per farne un romanzo mal scritto. Ne vale la pena? Io dico di no.»

Nuovo appuntamento con ‪#‎LoStatutoDelRacconto‬: vi lasciamo alle riflessioni di Gianni Tetti sul mondo del ‪#‎racconto‬ e sul suo modo di intendere la scrittura: http://goo.gl/3KnCE4

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#LoStatutoDelRacconto: l’intervista a Sandro Bonvissuto

‪#‎LoStatutoDelRacconto‬ si arricchisce oggi di una nuova voce, quella di Sandro Bonvissuto! Ecco cosa ha sostenuto lo scrittore romano nell’intervista curata da Gianluca Massimini: http://goo.gl/HzEgAj.

«[…]se poi è vero, come è vero, che il racconto vive un’era di subalternità rispetto al romanzo, ritengo che questo sia dovuto a quelle politiche commerciali poste in essere dagli editori, i quali sono totalmente subalterni al mercato, all’atteggiamento degli scrittori, che a loro volta sono subalterni agli editori, ed infine al costume dei lettori, che sono subalterni alle mode […]»

«Il racconto è una cosa piccola, ma per comprenderla bisogna essere grandi.»

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#LoStatutoDelRacconto: l’intervista a Stefano Benni

«È un genere di scrittura che richiede grande precisione, non ci deve essere mai un calo di tensione in un racconto.»

Online l’intervista a Stefano Benni per la rubrica #‎LoStatutoDelRacconto‬: http://goo.gl/3vSpjR

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#LoStatutoDelRacconto: intervista ad Andrea Camillo

Apriamo il 2016 con l’appuntamento numero undici con la nostra rubrica‪#‎LoStatutoDelRacconto‬, ospite il giovane Andrea Camillo che ci dice la sua sul ‪#‎racconto‬ in questa interessante intervista.
«L’argomento principale a favore di questa identificazione del genere del racconto con il XII secolo è l’adattabilità della narrativa breve al modo di vivere accelerato e per certi versi frenetico che caratterizza la nostra società.»

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Il mio racconto “Quando ho trovato un lavoro” su Versante Ripido di gennaio 2016

Dismaland-uro_risultato  È successo quando in pratica ho trovato un lavoro. E dire che erano mesi che tiravamo a campare, che andavamo avanti senza un soldo e non sapendo che fare, con l’intenzione ovvia di rimediare… Stringevamo la cinghia, e questo perchè dopo dieci anni di fatiche in officina era stato messo alla porta su due piedi, dall’oggi al domani, e lui giù a imprecare, tant’è che stavamo attenti a tutto quello che spendavamo, dai centesimi all’euro, e per non fare spese pazze ma oculate, affinchè gli ultimi spicci potessero bastare. E ogni volta a fare i conti, a spaccare l’unghia in quattro per poterci uscire, per non fare figuracce, a rinunciare ad ogni sorta di sfizio per andarci giusti… insomma, una vera disgrazia! Non avevamo, per intenderci, neanche i soldi per una birra e un panino al sabato sera o per uscire con gli amici a prendere un caffè tutti insieme al bar sotto casa. Per non parlare, poi, di quando arrivavano le bollette, allora sì, c’era da piangere! (leggi tutto il racconto)

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